Nella maggior parte dei software di allenamento, il profilo è
un'anagrafica: serve a mostrare il tuo nome e a tarare qualche grafico. Qui fa
un'altra cosa.
Dai campi che compili — sport, valori misurati, ore disponibili, obiettivo,
e soprattutto le difficoltà che riferisci con parole tue — si
derivano dei bisogni: domande specifiche che il tuo caso pone al
corpus. Ogni bisogno porta con sé il motivo per cui riguarda te, e su ognuno si
va a cercare.
La differenza si vede in un esempio. Una maratoneta che scrive «negli ultimi
8 km il passo crolla di 20 secondi» non ha chiesto nulla sulla durabilità, né
sulla disponibilità energetica, né sul ferro. Ma sono le tre cose che il suo
caso solleva, e il sistema le cerca senza aspettare che sia lei a saperle
nominare.
È anche il motivo per cui il vocabolario cambia con lo sport: chiedere a una
maratoneta «come apri dopo 3000 kJ» è una domanda da ciclisti, e una domanda
mal posta non trova nulla di utile.